NEL BLU, DIPINTO DI BLU
Nelle profondità di un fiume di campagna, tra alghe che danzano spinte dalla corrente nell'acqua fresca di un pomeriggio di fine estate mentre bottiglie di plastica e profilattici usati galleggiano a pelo d'acqua, e vanno lieti e pensosi incontro al loro destino.
Un piccolo amo ricurvo e scintillante si cala silenzioso tra quei rifiuti, scivolando misterioso e minaccioso come un vecchio samurai abituato a dosare la sua forza e a combattere nemici oscuri e potenti. Un Verme nerastro e succoso è infilzato all'amo, ma non sembra curarsene, intento com'è a parlare al cellulare con il suo analista.
Un Pesce Gatto si avvicina incuriosito e affamato, la bocca aperta come chi è sul punto di chiedere di aggiungere un altro gusto alla sua coppetta di gelato ma non sa quale scegliere tra stracciatella e zuppa inglese.
V - Ti devo salutare, ho gente... ciao, a dopo!
P - Mi scusi, signore, che ore sono?
V - E' ora di cena, bello!
P - Ecco perchè ho tanta fame, signore!
V - Non ti andrebbe un bel verme?
P - Non mangio cose che strisciano.
V - Mi hai scambiato per una lumaca?
P - Non volevo offenderla, signore...
V - Io sono un verme nuotatore, chiaro???
P - Non dev'essere facile con un ferro infilato su per il sedere!
V - Non sapevo dove mettere la zavorra per la pesca subacquea.
P - Contento lei, a me piace il pollo.
Il Pesce Gatto va via, fischiettando Yellow submarine dei Beatles. Il Verme lo osserva disgustato.
V - Che coglione, il pollo è pieno di estrogeni, gli verranno le tette come a mio cugino Francine...


2 commenti:
Ma come fai, dico io, a inventarti 'ste cose.
Datemi un trapano: voglio guardare nella testa dell'autore!!!
Ogni volta che leggo il tuo teatro penso che se ne potrebbero realizzare anche dei gustosissimi (per stare in tema..)corti cinematografici.
Ci hai mai pensato?
Ma è proprio questo il bello! Nella mia testa non c'è nulla di nulla, solo polvere e calcinacci: che io reimpasto sapientemente con il cemento della vita vissuta.
Per il cinema, sì, ci ho pensato un paio di volte, Sean Penn e Roman Polanski mi hanno pure chiesto quanto volevo di diritti per un mio testo sull'asilo, poi ho preferito rinunciare per non sovraespormi.
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